La storia

Dal 1761 insieme ai giovani.

La realtà dell’Istituto Renati o Casa di Carità di Udine risale al 1761. L’opera fu promossa da Giuseppe Filippo Renati (1705-1767), all’anagrafe Davide Pincherle, figlio di un rabbino della comunità ebrea e di una Morpurgo, e convertitosi a 26 anni al cattolicesimo, spiritualmente vicino alla congregazione dei padri di San Filippo Neri. Il suo motto? “La mano al lavoro, il cuore a Dio”. Renati fonda in via Tomadini un istituto di accoglienza per catecumeni, ebrei e turchi, -esperienza unica nel panorama cittadino e extraterritoriale del tempo-, firmando il 28 luglio 1761 un concordato con le contigue suore Rosarie, che si occupavano del sostegno alle fanciulle orfane, e unisce così intenti e fondi di rispettiva proprietà. Nasce un importante istituto per fanciulli orfani, organizzato in due sezioni, maschile  e femminile, realtà separate dal 1768 dalla Chiesa della Beata Vergine della Misericordia, attuale sede dal 2003 della comunità rumena ortodossa in Friuli “San Basilio Grande”.

Nell’orfanotrofio venivano insegnati i buoni costumi, la dottrina cristiana e l’arte del lavoro, in modo che una volta lasciato l’edificio, i fanciulli fossero avviati ad un mestiere. Filippo Renati morirà nel 1767 lasciando la sua Opera non ai padri Filippini, ma con gesto anomalo rispetto ad analoghi benefattori, regalandola alla città di Udine con preghiera di proseguire il cammino nella continuità dei suoi principi educativi e morali. E da questo momento che la pubblica amministrazione intreccia il buon governo con la storia dell’istituto fondato da Renati. La Casa di carità da quella data verrà gestita da sei Reggenti, scelti tra i cittadini, e ben presto, crescendo il patrimonio, aumenteranno i numeri degli ospiti. La reggenza continuerà fino al 1807, passerà poi alla Congregazione di Carità e dal 1822 nasceranno due nuove figure a dirigerla: un direttore e un amministratore.

È soltanto però in tempi recenti, e cioè nel 2002, che l’orfanotrofio inizia brillantemente il suo percorso di trasformazione nell’attuale Campus, presieduto fino al 2014 da Fabio Illusi, già storico preside dell’Istituto tecnico industriale A. Malignani di Udine, mente lucida e lungimirante a cui si deve il lungo e manageriale cammino intrapreso in questi anni.

Dalla Casa di Carità alla Fondazione Renati: più di 250 anni di storia. E ora Renati Campus: una realtà internazionale e attiva nell’attività di accoglienza culturale, ancora secondo lo spirito democratico delle origini.